Il Ghana, anche se per principianti, sarà perfettamente in grado di farvi provare, una volta tornati a casa, quella sottile ma potente forma di nostalgia che la letteratura ha chiamato “mal d’Africa”
di Paolo Sus
L’Africa per principianti
Situato in Africa occidentale, sul Golfo di Guinea, tra Costa d’Avorio e Togo, confinante a nord con il Burkina Faso e a sud con l’oceano, il Ghana viene definito l’Africa per principianti per una serie di buoni motivi.
Tra storia, politica e sociologia
Indipendente dal 1957, dopo essere stato colonia e protettorato inglese, è retto oggi da una democrazia abbastanza stabile. Il Ghana è rappresentato e attivo in molte organizzazioni internazionali e ha un’economia che risulta essere fra le più floride del continente. La società ghanese, composta da numerose etnie e caratterizzata dalla compresenza di cristiani e musulmani, appare pacifica. La lingua ufficiale delle istituzioni è l’inglese, che è parlato e compreso un po’ ovunque. Il Ghana, d’altra parte, è storicamente l’area in cui i contatti tra africani ed europei sono stati più produttivi, nonostante l’immancabile segno dello schiavismo e della deportazione che rimane visibile sotto forma di fortini del quindicesimo secolo di cui è disseminato il Paese.
Il viaggio in Ghana
Se, da una parte, il viaggio turistico in Ghana risulterà più semplice e sicuro per un occidentale, rispetto all’esperienza che potrebbe fare in altri Paesi subsahariani, dall’altra il visitatore non mancherà di entrare in contatto con tutti quegli aspetti che sono propri del continente. Dalla bomba sensoriale che mettere piede in una città africana vi fa esplodere addosso, alle grandi spiagge di sabbia fina, alle montagne coperte da foresta pluviale, fino alla savana del Mole National Park, in cui si svolgono i classici safari per osservare gazzelle ed elefanti.

Il supporto locale e la figura del turista
Anche se, in generale, ogni destinazione si può raggiungere facilmente basandosi solo sulle proprie forze, procurarsi un qualche tipo di supporto locale non sarà una cattiva idea. Tenete presente che state per affrontare l’esperienza di essere le uniche persone di pelle bianca nella stanza, sull’autobus, nell’intera città. Trovarsi in questa situazione produrrà un improvviso rovesciamento di prospettiva e, ai più perspicaci, farà presto rendere conto di rappresentare qualcosa in quanto bianchi e che a quel qualcosa i locali tenderanno ad assimilarvi come individui. Girano delle T-shirt in Ghana, per i turisti, con sopra scritto don’t call me obruni, dove obruni significa “bianco” detto nell’accezione con cui da noi si usa la N-word. Peraltro, i pregiudizi di cui gli africani possono essere oggetto nella società occidentale in Africa si trasformeranno in pregiudizi dal contenuto opposto. Il turista è un conclamato simbolo di ricchezza di fronte a persone che magari non possono nemmeno lasciare il loro paese o che passano la giornata a mettere insieme gli spiccioli per comprarsi da mangiare la sera. Ecco, tenete conto anche di questo per regolare l’intensità del vostro viaggio. Un maggiore investimento economico vi garantirà, oltre che più comodità e servizi, anche un certo grado di intermediazione con la realtà in cui vi troverete immersi. Più farete da voi, viceversa, e più aumenteranno le occasioni di interfacciarvi direttamente con il sentire locale.
Alcune cose da sapere
Accra, la capitale del Ghana
Poniamo che facciate la scelta del viaggio un po’ più indipendente. Ecco alcune cose da sapere, cioè come fare a cavarsela appena messo piede fuori dall’aeroporto di Accra, la capitale del Ghana. Innanzitutto, i prezzi crolleranno. Se una birra bevuta al bar del terminal sarà costata quanto a casa, nel primo mercatino che incontrerete fuori per strada con quella stessa somma potrete comprarne una cassa. Ciò non significa che i locali non cominceranno subito ad applicarvi delle maggiorazioni su qualunque cosa, o a chiedervi la mancia per aver fatto la cosa per cui avete appena pagato il prezzo pattuito, quindi, presa un po’ di confidenza, contrattate pure su tutto.

Città di Accra
Come spostarsi
Per raggiungere le vostre destinazioni, siano esse a pochi isolati, nel centro città o in un altro villaggio le opzioni non mancano, ma saranno tutte su gomma. Ci sono molti taxi, anche collettivi, che raccolgono passeggeri finché c’è posto. Un’istituzione, poi, sono i tro tro, minivan privati che corrono su e giù per la città, raccogliendosi intorno a fermate prestabilite. Prenderne uno (e arrivare dove avevate intenzione di andare) sarà il vostro battesimo del fuoco. I tro tro piombano in quantità sulla fermata e da ognuno si sporge un ragazzo che grida la destinazione del pullmino. In primo luogo ci sarà da prendere dimestichezza con l’inglese “broken” parlato in zona, poi bisognerà buttarsi verso l’entrata del furgone e dopo ci penseranno gli altri passeggeri ad afferrarvi, issarvi e farvi arrivare al vostro sedile. Il pagamento avverrà a bordo, durante il tragitto. Ultima cosa da tenere a mente, solo le strade principali sono asfaltate, o asfaltate bene, il resto è polvere e, a volte, anche sassi.
Dormire
Arriviamo, quindi, al dormire. Ad Accra e nelle altre città esistono quelli che definiremmo quartieri residenziali. In questi compound sorgono complessi recintati da muri, all’interno dei quali si trovano una o due abitazioni familiari che spesso vengono affittate agli stranieri, a stanza o intere. Questo modello di abitazione dispone di servizi di tipo europeo, come bagni, acqua corrente (ma non potabile), doccia calda, luce elettrica e cucina. Una sistemazione del genere si può procurare ormai anche attraverso le consuete piattaforme di prenotazione (non date però la copertura Internet per scontata e verificate sempre dove si trova l’internet point più vicino).
Nei paesi sulla costa o nell’interno, vicino alle montagne, non mancano comunque piccoli alberghi o guest house che offrono una buona accoglienza in termini di sicurezza e standard igienici. Quanto all’attitudine al turismo, sta cominciando a svilupparsi. Mettete quindi in conto attese lunghe e qualche incomprensione. Potrebbe essere che il gestore di una guest house vada a fare la spesa solo nel momento in cui gli comunicate che vi fermerete a cena e che, durante la stessa, vada a comprare al bar più vicino ogni bevanda che chiederete, perché non ha il frigorifero in casa.
Cosa mangiare
Ristorazione
A proposito di ristorazione, anche qui alcune note di costume utili per arrivare preparati alle varie vicissitudini del viaggio. Nonostante gli scenari accennati sopra e fatte salve le vaccinazioni obbligatorie per il viaggio, c’è da dire che si possono affrontare le varie esperienze culinarie ghanesi con relativa tranquillità (comunque, non fate mancare nel vostro bagaglio i farmaci di pronto soccorso intestinale, perché in caso di bisogno non li troverete con facilità).
Street food
Dando per scontata la sicurezza dei vari esercizi che offrono ristorazione, si può osare anche esplorare un po’ lo street food che in Ghana di certo non manca. Anzi, per la strada, e in modo particolare nei centri urbani, si vende di tutto, cibo di ogni tipo incluso. Comprare una scatola di riso fritto o di chips di plantane, o qualche pagnotta di yam (tubero di igname) o di banku (farine di mais e manioca, leggermente fermentate), dal finestrino del tro tro in partenza per un viaggio di diverse ore, sarà la cosa più semplice del mondo. Così come impossibile sarà non farsi tentare dai sontuosi sacchetti di frutta fresca, sbucciata e affettata al momento a bordo carreggiata. Oppure cedere alla comodità di una cucina all’aperto fievolmente illuminata che all’angolo del vostro compound vi venderà verdure stufate, riso e noodles piccanti, prelevati dai pentoloni fumanti, rimediandovi una cena senza costringervi all’ennesimo spostamento della giornata. Quando, invece, avrete l’opportunità di mangiare in qualche locale controllate se fanno il fufu, una specie di via di mezzo fra la polenta e il purè, fatto con farina di banane e di manioca, di solito servito nel brodo e mangiato rigorosamente con le mani.
Bevande
Quanto al reparto bevande, in Ghana sono diffuse tutte quelle internazionali, inoltre vengono prodotte diverse marche di birra. Le due etichette più popolari sono la Star e la Club, decidere qual è la vostra preferita sarà come scegliere un clan di appartenenza. Un altro alcolico locale che si può trovare in varie forme, compresi i bicchierini riempiti da giare con mestoli di stagno, è il dolce ma bruciante alomo, chiamato anche vino di palma. Parlando di acqua potabile, invece, si apre il capitolo di un vero dramma.
L’acqua potabile e il problema della plastica
Un giro da queste parti vi farà rendere conto delle reali proporzioni di un problema di cui tanto si parla ma che forse a noi sfugge nella realtà del suo impatto ambientale. In Ghana, e con tutta probabilità in gran parte del continente africano, la plastica è il materiale predominante per il trasporto di ogni alimento. Anche l’acqua potabile viene commercializzata in buste di plastica da mezzo litro, per strada e ovunque, imparerete presto a riconoscere il richiamo pi-ota, pi-ota (pure water) degli onnipresenti venditori che portano sulla spalla cesti colmi di queste bustine color celeste. Il problema è che poi tutta quella plastica non viene raccolta e riciclata, non viene smaltita ma resta in circolo nell’ambiente. C’è qualche progetto di riciclo e riuso come quello delle Global Mamas Fair Trade, ma sono gocce nel mare. Per le strade delle città si accumula una quantità di plastica che viene in parte sepolta, ma in alcuni casi se ne possono vedere addirittura falò a cielo aperto. Provate a fare un bagno nella rinomata Labadi beach di Accra e vi troverete presto in contatto con qualche sacchetto o recipiente che sta lì a galleggiare. La situazione migliora, ma non si risolve, se provate le spiagge più a est, verso Ada Foah, sul delta del fiume Volta, fra due aree lagunari protette, o quelle più a ovest, dalle parti di Cape Coast, la città che ospita vari fortini del Seicento che furono base per i traffici di svedesi, portoghesi, olandesi e inglesi.
Est del Paese, la regione del Volta

Cascata Wli
Situazione decisamente più rinfrescante si trova nell’est del Paese, nella regione del Volta, il lago artificiale più grande del mondo. La zona che si estende fra le sue sponde e la linea di confine con il Togo è montuosa e verde, ideale per passare ore a camminare nella foresta lussureggiante. Ad esempio, nell’area protetta Agumatsa Wildlife Sanctuary, dove guide locali, machete alla mano, vi porteranno fra i sentieri fino in cima alle montagne, raccontandovi storie di spiriti della foresta e di juju, per poi fare il bagno sotto la grande cascata Wli.
Regione centro meridionale degli Ashanti
Metà foresta pluviale e metà savana, è invece la regione centro meridionale dell’Ashanti. O meglio: degli Ashanti, l’etnia di cui fa parte Kofi Annan che infatti è nato a Kumasi, il capoluogo della provincia e seconda città del Ghana. Gli Ashanti nel Settecento diedero vita a un impero che copriva l’intero territorio dell’attuale Ghana e nel corso dell’Ottocento sostennero ben tre guerre contro gli inglesi, prima di capitolare. Oggi sono fortemente orientati alla coltivazione del cacao e, se nelle città praticano il cristianesimo e l’islamismo, nelle zone rurali mantengono ancora le strutture sociali del clan e la pratica delle religioni tradizionali.
Il nord del Paese: savana, Mole National Park e Tamale
Nel nord del Paese invece si trova un ambiente ormai del tutto assimilabile alla savana, dove soffia l’Harmattan e le temperature medie estive sono sui 40°C. Ci si trova il Mole National Park e la terza città del Ghana, Tamale, dove l’etnia Dagomba preferisce la propria lingua all’inglese e pratica largamente la religione musulmana. L’avvicinamento al deserto del Sahara e alla regione del Nordafrica inizia ad avvertirsi.
In Ghana si trova un po’ di tutta l’Africa
Si può dire, quindi, che in Ghana si trovi un po’ di tutto ciò che si trova in Africa. La foresta e la savana, le scimmie, gli elefanti e le iguane colorate. La moschea di fango costruita a Larabanga e le barche dipinte a colori vivaci e battezzate con motti biblici dei villaggi sull’Atlantico. I resort di lusso per turisti facoltosi e gli slum dove bambini nudi sguazzano nelle pozzanghere.

Moschea di Larabanga
I mercati
Makola, il mercato di Accra dove si vendono al metro le stoffe tradizionali, e Kantamanto, sempre ad Accra, mercato dove si vendono a balle i Dead White Man’s Clothes, cioè i milioni di capi invenduti dalla fast fashion mondiale spediti qui per avere una seconda vita, ma che spesso finiscono a intasare le locali discariche, già di per sé poco efficienti; della serie guadagnare a casa nostra, sporcare a casa degli altri.
Ingredienti del volo di ritorno
Quindi, fierezza e difficoltà. Conservazione delle tradizioni ancestrali e brutale faccia a faccia con i lati più oscuri della modernità e del progresso. Questi sono gli ingredienti che, appena il volo di ritorno decollerà, vi daranno la sensazione che la vita intensa che avete condotto per due o tre settimane per un po’ vi farà sembrare sbiadito tutto il resto. Il Ghana, anche se per principianti, sarà perfettamente in grado di farvi provare, una volta tornati a casa, quella sottile ma potente forma di nostalgia che la letteratura ha chiamato “mal d’Africa”.
Tratto da FV magazine n.61
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