
©qcterme
Le terme rappresentano per l’Italia un patrimonio inestimabile sia in senso culturale che terapeutico. Numerosi, infatti, sono i benefici che apportano all’organismo così come le sfaccettature di questo ampio mondo. Per saperne di più, abbiamo intervistato il dottor Fausto Bonsignori, presidente di AMIITTF (Associazione per la Medicina Termale) e docente alla scuola di specializzazione di Idrologia Medica all’Università di Pisa.
Quali sono le principali attività dell’associazione?
La nostra associazione è stata fondata nel lontano 1888 ed è iscritta all’elenco del Ministero della Salute come società medico-scientifica. Oltre ai medici termalisti, ne fanno parte specialisti di varie discipline e docenti universitari.
Lo scopo primario è quello di diffondere la cultura del termalismo medico valorizzando la nostra grande tradizione e aprendosi all’innovazione. Organizziamo congressi, seminari e collaboriamo attivamente con le università per l’insegnamento della medicina termale, per la formazione e l’aggiornamento di medici e operatori del settore.
Quali sono le principali patologie curabili con l’azione dell’acqua termale e del suo vapore?
Quelle reumatiche croniche, dermatologiche, delle vie aeree, venose e altre ancora. L’acqua è il mezzo terapeutico principale utilizzato per la balneoterapia e per l’idroterapia (bibita terapeutica). Sono utilizzati anche i vapori, i fanghi e particolari ambienti in grotte termali (terapia microclimatica). Il Sistema Sanitario Nazionale riconosce la validità di tali trattamenti: ogni utente può usufruire di un ciclo di cure una volta l’anno, con una prescrizione del medico o del pediatra di famiglia.
Oltre alle indicazioni tradizionali, ne abbiamo di nuove che riguardano i disturbi dell’umore, la medicina del benessere e quella estetica.
Chi si rivolge principalmente alle cure termali?
Ormai non esiste più un “utente tipo” che si caratterizzi in base all’età. Le terme sono sempre più frequentate da soggetti giovani. Questo avviene perché la domanda di salute sta evolvendo rapidamente e, a seguito di ciò, la prevenzione e il benessere stanno assumendo un ruolo fondamentale.
È possibile fare una distinzione tra vari tipi di acqua termale? E se sì, quali sono?
Esistono numerosi tipi di acqua termale. Ogni centro ne ha uno diverso. In alcune città termali sono presenti perfino più sorgenti con tipologie di componenti differenti. Ogni acqua, grazie alla differenza di temperatura e di minerali, ha una propria azione biologica e “farmacologica”. Le acque più comuni sono le salsobromoiodiche (note per la loro azione antinfiammatoria, NdA), le oligominerali, le carboniche e quelle contenenti zolfo (sulfuree e solfate).
Per medici interessati all’argomento, esistono master/corsi di formazione specifici sulla medicina termale?
La scuola di specializzazione si trova alla Sapienza di Roma, mentre nelle Università di Pisa e Pavia è attivo un master post laurea per medici. I corsi sono molto apprezzati: presso il master di Pisa, dove insegno, gli iscritti sono ventotto e una sua caratteristica è quella di essere itinerante, cioè dopo il primo modulo di lezioni, che si tiene in sede, gli altri si svolgono nelle più importanti stazioni termali, coniugando l’insegnamento teorico alla disciplina pratica.
Come è cambiata la legislazione sulle aziende termali dopo la legge n. 323/2000? Qualche settore ha bisogno di un aggiornamento?
Il termalismo, oltre all’importanza che riveste per la salute pubblica e individuale, è un fenomeno culturale, economico, turistico, presente e radicato in tutto il Paese. Sono centottanta i comuni che ospitano strutture di questo tipo e che danno lavoro a circa diciottomila dipendenti. Dopo più di vent’anni il settore ha bisogno di una legge che sappia cogliere le nuove domande di salute e le esigenze delle imprese e dei territori termali.
Nel dicembre 2021 è nata la rivista La Nuova Clinica Termale, la sua lettura può essere utile per chi vuole consigli di benessere? O è destinata solo a professionisti?
La nostra rivista ha carattere medico–scientifico ed è prevalentemente destinata a medici, ricercatori, studenti e operatori del settore. Pubblichiamo, oltre a un editoriale, vari studi sulla materia.
Il 12 e 13 aprile 2024 ha avuto luogo il 68° Congresso dell’Associazione, a Montecatini Terme. Quali sono state le tematiche protagoniste?
Il titolo del congresso era “Attualità e futuro della medicina termale”, pertanto l’obiettivo era sì rafforzare la tradizione, confermando e dimostrando l’efficacia delle cure, ma al contempo non dimenticare di aprirsi all’innovazione verso nuovi orizzonti come la medicina del benessere, la dermatologia, la medicina estetica, le patologie reumatiche e metaboliche complesse, la medicina dello sport, la riabilitazione.
Come vede il futuro della medicina termale? C’è spazio per nuovi orizzonti e nuove tecniche?
La medicina termale ha avuto un grande passato ma anche una caduta d’interesse. Di recente ha ripreso a crescere e sta vivendo un ottimo presente che presagisce un futuro raggiante. Non si può desiderare di meglio che prevenire e curarsi con mezzi naturali (acqua, vapore, fanghi) in un ambiente piacevole, con il valore aggiunto della dimostrazione di rigorosi e validati studi scientifici.
di Francesca Orazi
Articolo tratto da FV 72

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Le terme rappresentano per l’Italia un patrimonio inestimabile sia in senso culturale che terapeutico. Numerosi, infatti, sono i benefici che apportano all’organismo così come le sfaccettature di questo ampio mondo. Per saperne di più, abbiamo intervistato il dottor Fausto Bonsignori, presidente di AMIITTF (Associazione per la Medicina Termale) e docente alla scuola di specializzazione di Idrologia Medica all’Università di Pisa.
Quali sono le principali attività dell’associazione?
La nostra associazione è stata fondata nel lontano 1888 ed è iscritta all’elenco del Ministero della Salute come società medico-scientifica. Oltre ai medici termalisti, ne fanno parte specialisti di varie discipline e docenti universitari.
Lo scopo primario è quello di diffondere la cultura del termalismo medico valorizzando la nostra grande tradizione e aprendosi all’innovazione. Organizziamo congressi, seminari e collaboriamo attivamente con le università per l’insegnamento della medicina termale, per la formazione e l’aggiornamento di medici e operatori del settore.
Quali sono le principali patologie curabili con l’azione dell’acqua termale e del suo vapore?
Quelle reumatiche croniche, dermatologiche, delle vie aeree, venose e altre ancora. L’acqua è il mezzo terapeutico principale utilizzato per la balneoterapia e per l’idroterapia (bibita terapeutica). Sono utilizzati anche i vapori, i fanghi e particolari ambienti in grotte termali (terapia microclimatica). Il Sistema Sanitario Nazionale riconosce la validità di tali trattamenti: ogni utente può usufruire di un ciclo di cure una volta l’anno, con una prescrizione del medico o del pediatra di famiglia.
Oltre alle indicazioni tradizionali, ne abbiamo di nuove che riguardano i disturbi dell’umore, la medicina del benessere e quella estetica.
Chi si rivolge principalmente alle cure termali?
Ormai non esiste più un “utente tipo” che si caratterizzi in base all’età. Le terme sono sempre più frequentate da soggetti giovani. Questo avviene perché la domanda di salute sta evolvendo rapidamente e, a seguito di ciò, la prevenzione e il benessere stanno assumendo un ruolo fondamentale.
È possibile fare una distinzione tra vari tipi di acqua termale? E se sì, quali sono?
Esistono numerosi tipi di acqua termale. Ogni centro ne ha uno diverso. In alcune città termali sono presenti perfino più sorgenti con tipologie di componenti differenti. Ogni acqua, grazie alla differenza di temperatura e di minerali, ha una propria azione biologica e “farmacologica”. Le acque più comuni sono le salsobromoiodiche (note per la loro azione antinfiammatoria, NdA), le oligominerali, le carboniche e quelle contenenti zolfo (sulfuree e solfate).
Per medici interessati all’argomento, esistono master/corsi di formazione specifici sulla medicina termale?
La scuola di specializzazione si trova alla Sapienza di Roma, mentre nelle Università di Pisa e Pavia è attivo un master post laurea per medici. I corsi sono molto apprezzati: presso il master di Pisa, dove insegno, gli iscritti sono ventotto e una sua caratteristica è quella di essere itinerante, cioè dopo il primo modulo di lezioni, che si tiene in sede, gli altri si svolgono nelle più importanti stazioni termali, coniugando l’insegnamento teorico alla disciplina pratica.
Come è cambiata la legislazione sulle aziende termali dopo la legge n. 323/2000? Qualche settore ha bisogno di un aggiornamento?
Il termalismo, oltre all’importanza che riveste per la salute pubblica e individuale, è un fenomeno culturale, economico, turistico, presente e radicato in tutto il Paese. Sono centottanta i comuni che ospitano strutture di questo tipo e che danno lavoro a circa diciottomila dipendenti. Dopo più di vent’anni il settore ha bisogno di una legge che sappia cogliere le nuove domande di salute e le esigenze delle imprese e dei territori termali.
Nel dicembre 2021 è nata la rivista La Nuova Clinica Termale, la sua lettura può essere utile per chi vuole consigli di benessere? O è destinata solo a professionisti?
La nostra rivista ha carattere medico–scientifico ed è prevalentemente destinata a medici, ricercatori, studenti e operatori del settore. Pubblichiamo, oltre a un editoriale, vari studi sulla materia.
Il 12 e 13 aprile 2024 ha avuto luogo il 68° Congresso dell’Associazione, a Montecatini Terme. Quali sono state le tematiche protagoniste?
Il titolo del congresso era “Attualità e futuro della medicina termale”, pertanto l’obiettivo era sì rafforzare la tradizione, confermando e dimostrando l’efficacia delle cure, ma al contempo non dimenticare di aprirsi all’innovazione verso nuovi orizzonti come la medicina del benessere, la dermatologia, la medicina estetica, le patologie reumatiche e metaboliche complesse, la medicina dello sport, la riabilitazione.
Come vede il futuro della medicina termale? C’è spazio per nuovi orizzonti e nuove tecniche?
La medicina termale ha avuto un grande passato ma anche una caduta d’interesse. Di recente ha ripreso a crescere e sta vivendo un ottimo presente che presagisce un futuro raggiante. Non si può desiderare di meglio che prevenire e curarsi con mezzi naturali (acqua, vapore, fanghi) in un ambiente piacevole, con il valore aggiunto della dimostrazione di rigorosi e validati studi scientifici.
di Francesca Orazi
Articolo tratto da FV 72
di Redazione
C’è da segnalare, purtroppo, che alcuni studi della medicina termale e del termalismo, come ogni settore della ricerca scientifica medica, si avvalgono ancora degli animali. Come possiamo leggere sul sito della Fondazione per la Ricerca Scientifica Termale (FoRST), ad esempio, anche nel 2024 ne è stato pubblicato uno che ha riguardato la sindrome metabolica, sfruttando oltre cento topi. Noi di FV magazine ci auguriamo che l’uso di cavie in ogni settore della medicina — e non solo! — venga al più presto sostituito da metodi alternativi come ad esempio le colture cellulari in vitro, i tessuti e gli organismi, i modelli computerizzati e gli strumenti bioinformatici.
LAV onlus calcola, usando i dati pubblicati in Gazzetta Ufficiale (n.158 del 08/07/2024), che nel solo nostro Paese il numero medio totale di animali utilizzati e uccisi per fini sperimentali ogni anno continua a essere altissimo, superando i 482.000 individui, il 50% dei quali viene impiegato per gli esperimenti più dolorosi — fratture instabili, toracotomia senza somministrazione di analgesici, uso di gabbie metaboliche con limitazione grave del movimento per un lungo periodo, scosse elettriche inevitabili o trapianti di organi con gravi effetti avversi dovuti al rigetto — con sofferenza o angoscia intensi.
Ricordiamo che, oltre a non essere etica e nemmeno esente da errori, la vivisezione non è accettabile per il 76,6% degli italiani secondo il Rapporto Italia 2024.
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