I cibi che scegliamo ogni giorno non solo nutrono il nostro corpo, ma modellano un mondo invisibile dentro di noi: il microbioma intestinale. Questo è il messaggio chiave che emerge da uno studio internazionale, pubblicato su Nature Microbiology e coordinato dal Dipartimento Cibio dell’Università di Trento, che ha analizzato come le diete vegane, vegetariane e onnivore influenzino la composizione batterica del nostro intestino.
Una dieta “microbica”
Il microbioma intestinale è un ecosistema complesso di microrganismi che supportano digestione, immunità e metabolismo. Finora, però, pochi studi su larga scala avevano indagato le conseguenze delle diverse abitudini alimentari su questa comunità batterica. Per colmare questa lacuna, il team guidato dal professor Nicola Segata ha coinvolto oltre 21.500 partecipanti provenienti da Stati Uniti, Regno Unito e Italia, esplorando come la dieta influisca sulla varietà e sulla funzionalità dei microbi intestinali.
Cosa ha scoperto lo studio pubblicato su Nature Microbiology
1. Diete vegane: campionesse di salute – I microbiomi dei vegani si distinguono per un’alta presenza di batteri che fermentano le fibre, come Bacteroides e Firmicutes. Questi microrganismi producono composti benefici, come il butirrato, che riduce l’infiammazione e supporta il metabolismo.
2. Onnivori: il doppio volto della carne – Nei partecipanti onnivori sono stati rilevati batteri associati alla digestione della carne, come Alistipes putredinis, ma anche microbi collegati a malattie infiammatorie e rischio di cancro al colon, come Ruminococcus torques.
3. Vegetariani: il ruolo dei latticini – I vegetariani mostrano una presenza significativa di batteri come Streptococcus thermophilus, ma i prodotti caseari assunti hanno un numero alto di specie diverse che impattano il nostro microbioma.
Diversità batterica: un parametro da rivedere
Contrariamente alle aspettative, la diversità del microbioma è risultata più bassa nei vegani e nei vegetariani rispetto agli onnivori. Tuttavia, i ricercatori avvertono che la semplice varietà batterica non è un indicatore sufficiente di salute: conta la qualità e la funzione dei batteri presenti.
L’importanza degli alimenti vegetali
Lo studio ha evidenziato che, indipendentemente dal regime alimentare, una dieta ricca di alimenti vegetali di alta qualità favorisce un microbioma sano. Inoltre, i ricercatori hanno scoperto che i batteri possono essere trasferiti direttamente dagli alimenti al microbioma, sottolineando l’importanza di una dieta diversificata.
Nutrizione di precisione: il futuro è personalizzato
Questa ricerca apre le porte alla “nutrizione di precisione”, un approccio che mira a personalizzare le diete in base al microbioma individuale per ottimizzare la salute cardiometabolica. Il primo passo è diminuire o eliminare carne e latticini, poi è essenziale puntare su alimenti vegetali ricchi di fibre e diversificare il più possibile.
Lo studio del Dipartimento Cibio ci ricorda che le scelte alimentari hanno conseguenze profonde, non solo sul nostro corpo ma anche sull’ecosistema invisibile che ci abita. Per una salute ottimale, è il momento di ripensare la nostra alimentazione, mettendo al centro qualità, varietà e consapevolezza.

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