Napul’è è come entrare in una bolla, fuori dal tempo, immersa nella propria storia e tradizione.”
di Jacopo Acquati
Napoli, dove la vita non si ferma mai!
Se non siete ancora stati nella città famosa per musica, cibo, teatro, sole e soprattutto per l’irriducibile vitalità, allora è arrivato il momento di aggiungere “viaggio a Napoli” nella lista propositi!
Arte e tradizione popolare
Da dove cominciare? Napoli è da sempre patria dell’arte, del bel tempo e della tradizione popolare di cui è ricchissima. Se siete curiosi di immergervi nella vita di Napoli vi consigliamo di perdervi per un po’ fra gli intricati vicoli del centro storico dove potete assaporare le origini e la storia. Patria di artigiani, Napoli ha due vie che meritano menzione: via San Sebastiano detta anche la via della musica con i suoi liutai, violinisti, mandolinisti e negozi di musica, attratti dalla presenza del vicino Conservatorio di Musica di San Pietro a Majella, e via San Gregorio Armeno, dove si trovano molti dei più noti costruttori di statuine per presepi, una delle antiche arti locali, che, tra i tanti motivi di interesse, permette di osservare particolari di come fosse un tempo la vita nella città partenopea attraverso le sue accuratissime miniature.
Monumenti
Tra i vari monumenti e attrazioni vi consigliamo la splendida scultura di Giuseppe Sanmartino Cristo velato, la caratteristica strada che va dai Quartieri Spagnoli al quartiere di Forcella detta “Spaccanapoli”, il ricco duomo, gli affascinanti musei, che tra le opere ospitano quelle di Caravaggio, la storica piazza Bellini e la magnifica piazza del Gesù Nuovo, dove si trova la targa UNESCO che attesta le motivazioni per le quali il cuore urbano di Napoli è patrimonio dell’umanità.
Gite fuoriporta
Il Vesuvio
Una gita fuori porta assolutamente imperdibile è quella sul Vesuvio. Il cratere è raggiungibile tramite il bus che dalle stazioni di Pompei o di Ercolano vi porta su fino a 1100 metri di altitudine. Con un biglietto è possibile accedere a un trekking, semplice e stimolante, di circa trenta minuti. Lo spettacolo è da mozzare il fiato: il respiro del Vesuvio, le esalazioni che lentamente si disperdono verso l’alto e le conformazioni geologiche all’interno della montagna, osservabili tramite lo squarcio vulcanico, rendono il paesaggio vivo e suggestivo. È possibile poi godere di un buon tè caldo (presso i chioschi situati sulla cima del vulcano) assieme all’aria fresca e al silenzio dell’alta quota.

Il Vintage che non ti aspetti
Forse per alcuni di voi non sarà una sorpresa, ma quando, durante l’attesa della partenza del bus dalla stazione di Ercolano, ci viene indicato che a cinque minuti da lì vi era uno dei più grandi mercatini del vintage d’Europa, ne rimaniamo basiti. Nato nel dopoguerra come mercato dell’usato di attrezzature militari, divenne poi uno dei mercati più alla moda, con i suoi abiti stravaganti, jeans e giacche anni Ottanta; oggi è molto rifornito e offre un’ampia scelta di capi di tutti i colori, i venditori sono ospitali e spesso i prezzi sono trattabili.
Il Vomero
L’ultima tappa che ci sentiamo di consigliarvi nella città partenopea è quella della collina del Vomero. Coronata dal meraviglioso Castel Sant’Elmo, che si erge al centro di Napoli e dal quale è possibile avere una vista a 360 gradi sulla città e sulla pianura, il Vomero è uno dei quartieri più incantevoli di tutta Napoli.

Castel Sant’Elmo
A fianco al castello si trova il complesso monastico di San Martino al cui interno dal XVIII secolo è stato allestito un museo ricco di opere tipiche della cultura locale, vi sono barche e carrozze dell’aristocrazia napoletana e resti dell’abbazia risalenti al Medioevo con quadri e stanze affrescate. Un’intera sezione è dedicata alle antiche bambole dei presepi napoletani raffiguranti ogni tipo di oggetto o contesto, dai cesti di verdure agli attrezzi degli artigiani ai giochi di carte nelle osterie della tradizione popolare. La visita all’abbazia è di per sé molto gradevole: il chiostro interno, i giardini pensili e i balconi che offrono scorci imperdibili sul golfo rendono il luogo un mix di incanto e di storie.
Napoli, una città instancabile
Napoli nella sua frenetica vivacità sembra sempre instancabile, anche di notte la vita non si ferma e le strade si tramutano in occasionali punti di ritrovo dove fermarsi a bere uno spritz e festeggiare in compagnia. Non di rado capita di imbattersi in concerti ed eventi o in vere e proprie bande di strada intente a intrattenere i passanti con balli e danze popolari. Tra il Mezzocannone e la piazza dell’Orientale spesso gli universitari si incontrano per suonare o festeggiare ed è facile restare coinvolti dalla spontaneità e dall’energia della città.
Una bolla fuori dal tempo
Napul’è è come entrare in una bolla, fuori dal tempo, immersa nella propria storia e tradizione. L’amore dei suoi abitanti lo si sente attraverso la solarità e l’accoglienza. È un inno alla vitalità e uno stile di vita a sé. Lo si capisce in particolar modo quando si torna a casa, alle proprie abitudini e al proprio mondo che, dopo tutta quella vivacità colorata, tutto potrebbe apparire un po’ sbiadito. C’è un detto che dice: “vedi Napoli e poi mori”; nulla di più vero.
Napoli veg… pochi, ma buoni!
Chi visita Napoli deve sapere che per qualche giorno la parola “dieta” non potrà rientrare nel suo vocabolario. I banchetti pieni di dolci, pizze e fritti riempiono i viali della città e lascerebbero l’acquolina in bocca persino ai più austeri. Purtroppo però la cucina tipica partenopea, per quanto non faccia largo uso di carne, abbonda di latticini e anche nella pasticceria la gran parte dell’offerta è a base di latte o uova. Non è una sfida semplice per noi “VeGustatori” trovare alternative accessibili nella ristorazione napoletana. Qui, in aiuto, una guida dei locali 100% plant based della città che abbiamo potuto testare di persona, divisa per “momenti”.

Vomero
Colazione
Si sa, per iniziare bene una giornata una buona colazione è fondamentale. E a prima vista, l’unica opzione parrebbe la solita e ormai scontata brioche ai cinque cereali vuota o ai frutti di bosco, ma per fortuna c’è O Grin! Il locale, situato nella via universitaria del Mezzocannone, si presenta semplice, genuino e mette subito a proprio agio. Alla mattina è possibile gustare paste e brioche fatte in casa o dolci tipici napoletani, il tutto accompagnato da ottimi cappuccini e frutta fresca di stagione. Se invece capita di passare all’ora di pranzo, il menù offre vari piatti della casa recuperati dalla cucina tipica partenopea. Come ha spiegato la simpaticissima Imma, nella chiacchierata che troverete a fine articolo: “Non si tratta di piatti rivisitati in stile vegan, bensì proprio di piatti della tradizione popolare, quando la carne era ancora un bene di lusso”.
Pranzo
E a pranzo? Se avete voglia di provare un’esperienza che potrebbe essere inaspettata e fuori dal comune, consigliamo di fare un salto alla Macelleria Vegetariana. Detto così potrebbe suonare un controsenso, ma è davvero un posto unico soprattutto per la bontà dei loro prodotti artigianali. Gennaro, il proprietario di questa macelleria situata nel quartiere del Vomero, decise nel 2016 di rinnovare il suo negozio e la sua vita, creando soltanto prodotti 100% cruelty free.
L’offerta culinaria della Macelleria Vegetariana
Si possono trovare cibi come ragù, salsicce, polpette e arrosti completamente vegetali. Per chi ha deciso di non mangiare più carne per motivi etici, ma ne ricerca il gusto e la consistenza è sicuramente un’esperienza speciale. Personalmente ho sentito molti sapori associati alla mia infanzia che credevo ormai dimenticati, come le polpette della nonna. Coloro che invece non gradiscono rievocare alla memoria tali gusti, che spesso sono collegati alle atrocità che stanno dietro alla produzione degli alimenti animali, sono comunque accontentati: la macelleria offre una vasta gamma di polpette, burger e frittatine colorate a base di verdura o legumi altrettanto deliziosi, ma meno simili alla carne. Attenzione! L’esercizio fa produzione e vendita durante tutta la settimana e solo di sabato è possibile consumare gli alimenti sul posto preparati direttamente dallo chef, che potete abbinare a vostro piacimento o scegliendo dal loro menù.
“La gente spesso paragona i nostri prodotti a quelli dei supermercati, ma commettono un errore: qui facciamo tutto a mano, usiamo pochi ingredienti e nulla di industriale; il posto funziona perché la clientela è all’80% onnivora”, precisa Gennaro. Se passate di certo resterete stupiti dalla varietà dei loro banconi e dalla diversità rispetto ai tipici locali vegan, ma questo contribuisce ancora di più a rendere speciale l’esperienza. Non fatevi mancare inoltre la loro squisita pastiera napoletana!
Officina Vegana
Altre due alternative che ci sentiamo di consigliarvi per il pasto sono molto diverse fra loro ma entrambe validissime. Il primo è l’Officina Vegana, una gastronomia dove a pranzo, a un prezzo più che alla mano, potete comporre un piatto sano, ricco e bilanciato scegliendo tra le varie preparazioni del giorno. Si possono consumare sia presso il locale sia da asporto e gustarle all’aperto in qualche piazza del centro storico come la piazza dell’Orientale, o in uno dei parchi sul lungomare, lì vicino.
Green M’ama
La seconda proposta è ideale per gli amanti dei fast food: Green M’ama, 100% vegan friendly, con vari menù combo, con panino (o un bao) farcito da accompagnare con diverse stuzzicherie. L’atmosfera è quella colorata e giocosa tipica di questi posti ed è ideale per un pranzo in famiglia con i bambini, assieme a una visita alla grandiosa piazza del Plebiscito o al castello Maschio Angioino da cui dista solo pochi minuti.
Dolci
Per quanto riguarda i dolci, che a Napoli sono un must (forse anche più della pizza), se volete provare gli imperdibili babà, passate da Vegan Art, la pasticceria 100% plant based che offre una vasta gamma di dolci di alta pasticceria e di dolci tipici. Inoltre a pranzo è possibile prendere anche uno dei loro panini street food. Per assaggiare gli ottimi babà passate nelle prime ore del giorno, perché vanno a ruba e non è detto che sul tardi ne siano rimasti ancora sul banco…
Cena
Purtroppo a cena molti di questi esercizi chiudono e potrebbe capitare di ritrovarsi a girare incerti su dove andare. Per fortuna c’è Vitto Pitagorico che ha un’offerta vegetariana, vegana, crudista… e fa anche la pizza!
Negli ultimi anni alcuni locali hanno aggiunto alternative veg nei propri menù; potete scegliete un locale che vi ispiri, possibilmente cercando di evitare quelli più turistici, magari nelle vie meno trafficate e meno appariscenti dove spesso e volentieri, a prezzi molto più esigui, si trova anche una qualità migliore; ordinate senza timore una pizza all’ortolana con tanto di friarielli, melanzane al funghetto e verdure sott’olio… e per finire un bel caffè!

Tratto da FV magazine n.69
Quattro chiacchiere con Imma di O Grin.
Siete stati i primi ad aprire a Napoli con un menù totalmente veg, come mai?
Volevo che esistesse un posto dove si potesse ordinare quello che sarebbe piaciuto mangiare a me quando uscivo… chiedere ogni volta se c’è un’alternativa vegetale non è lo stesso di entrare sapendo che il locale è vegano al 100%.
Ma la cucina napoletana ha qualche piatto veg?
Più di quanto si pensi, già molto prima che il vegan esistesse, quando non ci si poteva permettere troppo spesso la carne, nelle locande non era strano che nel menù si trovasse scritto “pasta al finto ragù”. Quando abbiamo aperto è capitato che passassero degli anziani ed entrassero per dirci che li avevamo inondati di ricordi scrivendo sul listino “maccheroni al finto ragù alla genovese”, ad esempio.
Quali prodotti preferisci nella tua cucina?
Personalmente tendo a usare solo prodotti del posto e di stagione, non facciamo gli stessi piatti tutto l’anno o preparazioni particolarmente esotiche, costruisco il menù in base a quello che c’è. Mi capita che arrivino alle tre i ragazzi dell’università chiedendo questo o quel piatto, ma si devono fare andare bene quello che c’è anche perché facciamo le porzioni contate per la giornata, in modo da evitare gli sprechi. Credo che mangiare vegan e bene allo stesso tempo in Italia non dovrebbe essere difficile, data la grande quantità di alimenti vegetali di cui disponiamo, poi se uno vuole la pasta al sugo a dicembre, basta fare le conserve!
Come vedi l’onda vegan oggi come oggi?
Mah, per quanto riguarda Napoli non un granchè… ricordo quando aprimmo era sempre pieno di universitari e per un periodo pensavo che l’attenzione verso la salute sarebbe diventata un argomento più diffuso, però qui non è andata come a Roma, a Milano o come in Germania, dove se vai a mangiare fuori ora c’è l’imbarazzo della scelta.
Qui vedo che i ragazzi spesso preferiscono un kebap o si fanno attirare dalla nuova moda di queste catene junk food, che diventano famose sui social, come TikTok, e finiscono per avere code chilometriche.
Io personalmente penso che uno la vita se la deve godere il più possibile, ma che allo stesso tempo per farlo non c’è bisogno massacrare il proprio corpo.
Ti piace FV magazine?
Sì moltissimo, e non solo perché si tratta di vegan… teniamo sempre una pila dell’ultimo numero per chi ha voglia di sfogliarlo e a volte capita proprio che entrino clienti chiedendoci se è arrivato il numero successivo!
Incuriositevi leggendo altri racconti della nostra sezione Running Away.
