Obiettivo tiroide
Non solo farmaci. Per mantenere l’equilibrio ormonale si può fare molto di più. A partire da semplici regole nello stile di vita.
La tiroide
Piccola, impercettibile, quasi dimenticata. In soli venti grammi e la parvenza di una fragile farfalla posata sulla laringe e la trachea, la tiroide ha la capacità di orchestrare il nostro generale stato di salute. Può sembrare eccessivo ma è stato rilevato che tutte le cellule del nostro corpo hanno specifici recettori per due sole sostanze: ormoni tiroidei e vitamina D. Ogni cellula del nostro corpo, quindi, per funzionare in modo corretto dipende da quest’organo, che regola crescita, metabolismo, fertilità, mantenimento della massa ossea, produzione di globuli rossi, battito cardiaco, digestione, controllo muscolare, memoria, energia, emozioni. Proprio come una farfalla, però, la tiroide è molto delicata. Il suo equilibrio può essere facilmente compromesso da innumerevoli fattori, in buona parte sotto il nostro controllo, come infiammazione sistemica, stress, sbalzi termici, errori nutrizionali, esposizione elettromagnetica, interferenti endocrini provenienti dalla plastica, infezioni, farmaci, eccesso di tossine. Ecco perché è importante prendersene cura ogni giorno, senza attendere che la situazione degeneri e delegare il ripristino della salute a farmaci esclusivamente sintomatici.
Mantenere il calore
Proprio perché sensibile a numerose variabili, la cura della tiroide richiede innanzitutto una visione sistemica che consideri la persona nella sua unicità e complessità. Questo significa che la valutazione dei parametri biochimici non basta. “Per la cosiddetta medicina biologica o ecomedicina i sintomi patologici sono in gran parte segnali d’allarme dell’organismo, anelli terminali di una lunga catena patogenetica i cui anelli iniziali risiedono in dimensioni più profonde e sono spesso molto lontani dall’anello terminale definito sintomo”, dice il dottor Salvatore Simeone, esperto di medicina biologica e integrata e autore del saggio La tiroide felice (Edizioni LSWR, 2020).
L’importanza di uno stile di vita sano
Importante, quindi, ripartire da un esame dello stile di vita, che includa innanzitutto mantenimento della temperatura corporea, protezione dall’umidità, sufficiente quantità e qualità del sonno, limitazione dell’iperattività, alimentazione riscaldante, una buona idratazione, esposizione al sole o comunque alla luce del giorno.
La temperatura corporea
“La tiroide soffre per molte cose: tra queste, spicca innanzitutto il freddo”, spiega Simeone. Essendo una ghiandola termogenica, per aiutarla nella sua funzione è utile fare attenzione a non disperdere calore corporeo e imparare ad aumentarne la temperatura. Accortezze importanti anche per tante altre problematiche di salute. “È dimostrato che alzare la temperatura di un grado equivale a potenziare le difese immunitarie del 500-600%”, fa notare l’esperto. Al contempo migliorano stanchezza, stitichezza, pelle, metabolismo, circolazione, digestione, memoria e produzione degli stessi ormoni tiroidei.
Quali accorgimenti?
Sì, quindi, a calze, foulard, guanti, cappello, indumenti a strati contro gli sbalzi termici, ma soprattutto a tè e tisane calde nel corso della giornata, magari da portare con sé in un thermos, proprio come usa in Oriente. L’acqua che beviamo nel corso della giornata dovrebbe essere calda e non “a temperatura ambiente” come si crede, anche in estate. “Nessuno farebbe mai una doccia di mezz’ora a temperatura ambiente, ovvero a 15°-20°C”, ricorda Salvatore Simeone. “A maggior ragione si deve evitare di farla agli organi interni, che hanno una temperatura maggiore della temperatura corporea esterna, che va dai 35° ai 37°C”. Bevendo acqua a temperatura ambiente, o ancor peggio fredda, sottoponiamo infatti il nostro organismo a un grandissimo sforzo per alzare la temperatura del liquido fino a 37°C o più, sprecando così calore ed energia. Introducendo un litro e mezzo o due di liquidi caldi, preferibilmente nella prima parte della giornata, contribuiremo anche ad aumentare l’idratazione del nostro corpo, con benefici per la tiroide e tutti gli altri organi.
Correggere umidità e acidosi
Altra variabile critica per la salute tiroidea è l’umidità, che è di natura fredda secondo le medicine tradizionali orientali. Si sa che l’eccesso di umido è nocivo per le vie respiratorie, come per ossa, articolazioni e muscoli, ma è poco noto come sia in grado di attaccare tutti gli organi del corpo aprendo la strada, nel caso della tiroide, all’ipotiroidismo o alla formazione di noduli. Non è solo l’ambiente a impregnarci di umidità. Secondo la medicina cinese e quella ayurvedica contribuiscono anche i ristagni emozionali o gli alimenti troppo umidi. È intuitivo quindi, per quanto concerne il modo in cui ci nutriamo, che si limitino cibi freddi e umidi in autunno e inverno, come frutta, pomodori, insalata o altre verdure crude.
Alimentazione
Sempre in ambito alimentare, in caso di ipotiroidismo, si assumeranno senza eccessi le brassicacee, perché possono ostacolare l’assorbimento dello iodio, e si sostituiranno i latticini con omologhi prodotti vegetali, dal momento che alte quantità di calcio inibiscono la produzione dell’ormone tiroideo. Chi è ipertiroideo dovrà invece moderare sostanze eccitanti come caffè, tè, cola, ginseng o cacao. Consigliati, per la sintesi degli ormoni tiroidei, alimenti contenenti iodio in quantità moderata come le alghe marine, quelli con zinco, come legumi, frutta secca e cereali integrali, e quelli con selenio, minerale che protegge la ghiandola da eventuali eccessi di iodio o altri danni ossidativi, come le noci del Brasile o altri semi. Da introdurre, sotto indicazione del proprio medico di riferimento, la vitamina D. I noti divieti relativi a glutine e lieviti, invece, sono in realtà un invito a non esagerare perché secondo la medicina biologica, puntualizza Simeone, “La cosa più importante è potenziare l’organismo sotto tutti i punti di vista: metabolico, energetico, immunologico, costituzionale, con relativi vantaggi a 360 gradi”.
Potenziare l’organismo
Curiamo quindi le ore di sonno per rigenerare corpo e mente e non sovraccarichiamo le nostre giornate. Facciamo regolarmente detox e, se possibile, digiuno intermittente. Ricordiamoci infatti che tutti i disturbi derivano da uno squilibrio generale rintracciabile “a monte”, ossia nella matrice interstiziale del nostro corpo, o tessuto connettivo, in cui sono posizionati tutti gli organi e in cui vivono quindi tutte le cellule del nostro corpo. Quando questo tessuto ubiquitario è impregnato da materiale estraneo composto da tossine e radicali liberi derivanti da farmaci, fumo, alcol, alimenti nocivi, stress o inquinamento si crea uno stato di acidosi e poi di infiammazione che è all’origine di qualsiasi patologia. Se il terreno è acido, anche i batteri e i virus che normalmente lo abitano si trasformano in ceppi più virulenti dando luogo a una pericolosa disbiosi connettivale. “Se la sintesi proteica si verifica in una matrice impregnata di materiale estraneo, si produrranno nuove proteine anomale che includeranno nella loro struttura anche materiale non self”, dice Salvatore Simeone. “Il sistema immunitario non ci penserà due volte ad attaccarle e distruggerle, e certamente non perché è impazzito, come si suol dire”.
di Rita Spàngaro
Articolo tratto da FV magazine 63
Obiettivo tiroide
Non solo farmaci. Per mantenere l’equilibrio ormonale si può fare molto di più. A partire da semplici regole nello stile di vita.
La tiroide
Piccola, impercettibile, quasi dimenticata. In soli venti grammi e la parvenza di una fragile farfalla posata sulla laringe e la trachea, la tiroide ha la capacità di orchestrare il nostro generale stato di salute. Può sembrare eccessivo ma è stato rilevato che tutte le cellule del nostro corpo hanno specifici recettori per due sole sostanze: ormoni tiroidei e vitamina D. Ogni cellula del nostro corpo, quindi, per funzionare in modo corretto dipende da quest’organo, che regola crescita, metabolismo, fertilità, mantenimento della massa ossea, produzione di globuli rossi, battito cardiaco, digestione, controllo muscolare, memoria, energia, emozioni. Proprio come una farfalla, però, la tiroide è molto delicata. Il suo equilibrio può essere facilmente compromesso da innumerevoli fattori, in buona parte sotto il nostro controllo, come infiammazione sistemica, stress, sbalzi termici, errori nutrizionali, esposizione elettromagnetica, interferenti endocrini provenienti dalla plastica, infezioni, farmaci, eccesso di tossine. Ecco perché è importante prendersene cura ogni giorno, senza attendere che la situazione degeneri e delegare il ripristino della salute a farmaci esclusivamente sintomatici.
Mantenere il calore
Proprio perché sensibile a numerose variabili, la cura della tiroide richiede innanzitutto una visione sistemica che consideri la persona nella sua unicità e complessità. Questo significa che la valutazione dei parametri biochimici non basta. “Per la cosiddetta medicina biologica o ecomedicina i sintomi patologici sono in gran parte segnali d’allarme dell’organismo, anelli terminali di una lunga catena patogenetica i cui anelli iniziali risiedono in dimensioni più profonde e sono spesso molto lontani dall’anello terminale definito sintomo”, dice il dottor Salvatore Simeone, esperto di medicina biologica e integrata e autore del saggio La tiroide felice (Edizioni LSWR, 2020).
L’importanza di uno stile di vita sano
Importante, quindi, ripartire da un esame dello stile di vita, che includa innanzitutto mantenimento della temperatura corporea, protezione dall’umidità, sufficiente quantità e qualità del sonno, limitazione dell’iperattività, alimentazione riscaldante, una buona idratazione, esposizione al sole o comunque alla luce del giorno.
La temperatura corporea
“La tiroide soffre per molte cose: tra queste, spicca innanzitutto il freddo”, spiega Simeone. Essendo una ghiandola termogenica, per aiutarla nella sua funzione è utile fare attenzione a non disperdere calore corporeo e imparare ad aumentarne la temperatura. Accortezze importanti anche per tante altre problematiche di salute. “È dimostrato che alzare la temperatura di un grado equivale a potenziare le difese immunitarie del 500-600%”, fa notare l’esperto. Al contempo migliorano stanchezza, stitichezza, pelle, metabolismo, circolazione, digestione, memoria e produzione degli stessi ormoni tiroidei.
Quali accorgimenti?
Sì, quindi, a calze, foulard, guanti, cappello, indumenti a strati contro gli sbalzi termici, ma soprattutto a tè e tisane calde nel corso della giornata, magari da portare con sé in un thermos, proprio come usa in Oriente. L’acqua che beviamo nel corso della giornata dovrebbe essere calda e non “a temperatura ambiente” come si crede, anche in estate. “Nessuno farebbe mai una doccia di mezz’ora a temperatura ambiente, ovvero a 15°-20°C”, ricorda Salvatore Simeone. “A maggior ragione si deve evitare di farla agli organi interni, che hanno una temperatura maggiore della temperatura corporea esterna, che va dai 35° ai 37°C”. Bevendo acqua a temperatura ambiente, o ancor peggio fredda, sottoponiamo infatti il nostro organismo a un grandissimo sforzo per alzare la temperatura del liquido fino a 37°C o più, sprecando così calore ed energia. Introducendo un litro e mezzo o due di liquidi caldi, preferibilmente nella prima parte della giornata, contribuiremo anche ad aumentare l’idratazione del nostro corpo, con benefici per la tiroide e tutti gli altri organi.
Correggere umidità e acidosi
Altra variabile critica per la salute tiroidea è l’umidità, che è di natura fredda secondo le medicine tradizionali orientali. Si sa che l’eccesso di umido è nocivo per le vie respiratorie, come per ossa, articolazioni e muscoli, ma è poco noto come sia in grado di attaccare tutti gli organi del corpo aprendo la strada, nel caso della tiroide, all’ipotiroidismo o alla formazione di noduli. Non è solo l’ambiente a impregnarci di umidità. Secondo la medicina cinese e quella ayurvedica contribuiscono anche i ristagni emozionali o gli alimenti troppo umidi. È intuitivo quindi, per quanto concerne il modo in cui ci nutriamo, che si limitino cibi freddi e umidi in autunno e inverno, come frutta, pomodori, insalata o altre verdure crude.
Alimentazione
Sempre in ambito alimentare, in caso di ipotiroidismo, si assumeranno senza eccessi le brassicacee, perché possono ostacolare l’assorbimento dello iodio, e si sostituiranno i latticini con omologhi prodotti vegetali, dal momento che alte quantità di calcio inibiscono la produzione dell’ormone tiroideo. Chi è ipertiroideo dovrà invece moderare sostanze eccitanti come caffè, tè, cola, ginseng o cacao. Consigliati, per la sintesi degli ormoni tiroidei, alimenti contenenti iodio in quantità moderata come le alghe marine, quelli con zinco, come legumi, frutta secca e cereali integrali, e quelli con selenio, minerale che protegge la ghiandola da eventuali eccessi di iodio o altri danni ossidativi, come le noci del Brasile o altri semi. Da introdurre, sotto indicazione del proprio medico di riferimento, la vitamina D. I noti divieti relativi a glutine e lieviti, invece, sono in realtà un invito a non esagerare perché secondo la medicina biologica, puntualizza Simeone, “La cosa più importante è potenziare l’organismo sotto tutti i punti di vista: metabolico, energetico, immunologico, costituzionale, con relativi vantaggi a 360 gradi”.
Potenziare l’organismo
Curiamo quindi le ore di sonno per rigenerare corpo e mente e non sovraccarichiamo le nostre giornate. Facciamo regolarmente detox e, se possibile, digiuno intermittente. Ricordiamoci infatti che tutti i disturbi derivano da uno squilibrio generale rintracciabile “a monte”, ossia nella matrice interstiziale del nostro corpo, o tessuto connettivo, in cui sono posizionati tutti gli organi e in cui vivono quindi tutte le cellule del nostro corpo. Quando questo tessuto ubiquitario è impregnato da materiale estraneo composto da tossine e radicali liberi derivanti da farmaci, fumo, alcol, alimenti nocivi, stress o inquinamento si crea uno stato di acidosi e poi di infiammazione che è all’origine di qualsiasi patologia. Se il terreno è acido, anche i batteri e i virus che normalmente lo abitano si trasformano in ceppi più virulenti dando luogo a una pericolosa disbiosi connettivale. “Se la sintesi proteica si verifica in una matrice impregnata di materiale estraneo, si produrranno nuove proteine anomale che includeranno nella loro struttura anche materiale non self”, dice Salvatore Simeone. “Il sistema immunitario non ci penserà due volte ad attaccarle e distruggerle, e certamente non perché è impazzito, come si suol dire”.
di Rita Spàngaro
Articolo tratto da FV magazine 63
Una pianta stimolante
È tra i migliori rimedi naturali per il trattamento delle problematiche ipotiroidee: l’ashwagandha, o ginseng indiano, aiuta ad affrontare lo stress fisico e psicologico abbassando i livelli di cortisolo in eccesso secreto dalle ghiandole surrenali, responsabile dei bassi livelli degli ormoni T3 e T4. Utilizzata da secoli dalla medicina ayurvedica, è una pianta adattogena, ossia capace di agire in armonia con i processi biologici, di riportare l’organismo in equilibrio e aiutarlo a resistere con più efficacia alla fatica. Migliora la tipica sintomatologia tiroidea come l’ansia, la fame nervosa, l’insonnia e il malumore, contrastando anche una eventuale tachicardia. Potenzia il sistema immunitario, l’energia, la concentrazione, la memoria e la risposta muscolare. È inoltre antinfiammatoria, ipoglicemizzante, antitumorale, antidolorifica, afrodisiaca e antianemica. Per personalizzare i dosaggi, prevenire eventuali interazioni con terapie farmacologiche o in caso di gravidanza è sempre consigliabile chiedere un parere al proprio medico o a un medico specializzato in medicina naturale.
Una pianta stimolante

È tra i migliori rimedi naturali per il trattamento delle problematiche ipotiroidee: l’ashwagandha, o ginseng indiano, aiuta ad affrontare lo stress fisico e psicologico abbassando i livelli di cortisolo in eccesso secreto dalle ghiandole surrenali, responsabile dei bassi livelli degli ormoni T3 e T4. Utilizzata da secoli dalla medicina ayurvedica, è una pianta adattogena, ossia capace di agire in armonia con i processi biologici, di riportare l’organismo in equilibrio e aiutarlo a resistere con più efficacia alla fatica. Migliora la tipica sintomatologia tiroidea come l’ansia, la fame nervosa, l’insonnia e il malumore, contrastando anche una eventuale tachicardia. Potenzia il sistema immunitario, l’energia, la concentrazione, la memoria e la risposta muscolare. È inoltre antinfiammatoria, ipoglicemizzante, antitumorale, antidolorifica, afrodisiaca e antianemica. Per personalizzare i dosaggi, prevenire eventuali interazioni con terapie farmacologiche o in caso di gravidanza è sempre consigliabile chiedere un parere al proprio medico o a un medico specializzato in medicina naturale.
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