Trascorro la serata a chiacchierare di sogni, esperienze e avventure, pensando che il giorno dopo raggiungerò la “fine del mondo”
di Christian Pettenello (@ViaggiatoreVegano)
Patagonia On The Road…in moto!
La Patagonia si trova nel Sud America, più precisamente nell’estremità meridionale, ed è divisa tra Cile e Argentina. È composta da pianure e depressioni con laghi e stagni, a ovest e sud, invece, il territorio è delimitato dalle Ande.
Il clima rigido e ventoso di questa regione e la difficile connessione con il nord del continente hanno reso il territorio inadatto alla coltivazione, motivo per cui, ad eccezione di alcuni centri abitati, l’area è scarsamente popolata, con una densità abitativa di tre persone ogni due chilometri quadrati.
Verso Ushuaia: la città alla fine del mondo!
Decidere di attraversare la Patagonia a bordo di una moto di bassa cilindrata per raggiungere Ushuaia, la città alla fine del mondo, non è certo un’impresa da tutti, ma se avete maturato un po’ di esperienza, avete una buona capacità di adattamento e non vi spaventano gli imprevisti, allora siete pronti a partire con me.
Partenza da El Calafate da Buenos Aires
Il mio viaggio comincia a El Calafate che ho raggiunto con un volo interno da Buenos Aires. El Calafate è una località turistica che deve la sua fortuna al fatto di essere il punto di accesso al ghiacciaio del Perito Moreno ed è qui che ho noleggiato un Gilera SMX 250.
Giusto il tempo di legare sulla sella del passeggero la fida sacca impermeabile con quel poco che mi serve, riempire il piccolo bauletto posteriore con il necessario e sono già in viaggio verso una delle più importanti attrazioni turistiche della Patagonia argentina: il Perito Moreno.
Perito Moreno
Questo ghiacciaio è la terza riserva al mondo di acqua dolce. Si tratta di una formazione di ghiaccio che si estende per duecentocinquanta chilometri quadrati e per trenta chilometri di lunghezza e, al di là della grandezza dei meri numeri, poterlo ammirare dal vivo supera ogni mia aspettativa! Il fronte del Perito Moreno è formato da una lingua lunga circa cinque chilometri che si staglia per oltre sessanta metri sul lago Argentino, ma non è l’unica caratteristica, assieme alle dimensioni, che lascia a bocca aperta: alla sua base, infatti, scorre acqua che lo tiene distanziato dalla roccia e che lo mantiene in movimento provocando un avanzamento di due metri al giorno! È quindi facile poter assistere allo spettacolo di qualche pinnacolo di ghiaccio che si stacca dalla parete per cadere nel lago. Si può passeggiare lungo tutto il fronte del ghiacciaio seguendo una passerella che porta ad ammirarlo da varie angolazioni. Assolutamente consigliato!

Perito Moreno
Il deserto patagonico
Il giorno dopo la visita al ghiacciaio comincia l’avventura vera e propria a bordo del piccolo Gilera: lascio El Calafate e le sue strade chiassose di turisti per cominciare ad addentrarmi nel deserto patagonico, tra le sue pianure di ghiaia e gli altopiani di pietra arenaria. Il deserto della Patagonia è molto ventoso e il vento è stato sempre mio compagno lungo le strade infinite, talvolta sterrate e polverose. Il piccolo Gilera viene persino rallentato dalla forza della corrente, riuscendo a malapena ad andare a quaranta chilometri all’ora contro i cento che riesco a raggiungere nelle condizioni ottimali.
Giungo a Punta Arenas, località ben fornita che mi serve come base per visitare il Parco nazionale Torres del Paine, uno dei parchi più grandi e più importanti del Cile, dichiarato riserva della biosfera dall’UNESCO.

Parco Torres del Paine
Dedico l’intera giornata successiva all’esplorazione dell’area, percorrendo in moto la strada che la attraversa e concedendomi qualche passeggiata. La varietà di ambienti naturali che si incontrano lascia sbalorditi: vallate, fiumi, laghi, ghiacciai e montagne maestose, tra cui spicca il gruppo di enormi monoliti di granito del Torres del Paine. Oltre alle meraviglie del territorio, è facile incontrare il guanaco, antico progenitore del lama domestico, le volpi grigie, i condor delle Ande, i nandù, simili a piccoli struzzi, i fenicotteri rosa e l’anatra muschiata. Il Parco Torres del Paine è davvero spettacolare e vi consiglio di dedicargli qualche giorno di esplorazione, visti i numerosi trekking che è possibile percorrere al suo interno.

Parco Torres del Paine
Verso Punta Arenas
L’indomani riparto, con il cuore carico di bellezza, in direzione della vivace città di Punta Arenas. Essendo arrivato abbastanza in anticipo sul programma, decido di attraversare lo stretto di Magellano per trascorrere la prima notte nella Terra del Fuoco. La nave collega Punta Arenas con il piccolo comune di Porvenir che per me è stato il posto più intimo di questo viaggio. Lontano dal fragore turistico ed economico di Punta Arenas, dall’altra parte dello stretto di Magellano, si trova questo grazioso paese fondato nel 1884 da immigrati croati sull’onda della corsa all’oro nella Terra del Fuoco. Rivolto a ovest, si presta a offrire caldi tramonti e serene passeggiate tra le vecchie case e qualche veicolo d’epoca che giace abbandonato.
Rio Grande
La prossima meta è la città di Rio Grande, in Argentina, che si trova sulla costa orientale dell’Isola Grande della Terra del Fuoco. Qui dormo in un accogliente ostello per viaggiatori su due ruote, sia in moto che in bicicletta, che si chiama Motorcycle Fin del mundo. Un posto unico, dove s’incontrano viaggiatori provenienti da ogni parte del globo che inseguono il sogno di giungere a Ushuaia o di attraversare le Americhe. Trascorro la serata a chiacchierare di sogni, esperienze e avventure, pensando che il giorno dopo raggiungerò la “fine del mondo”.

Motorcycle Fin del mundo
El Desdemona
Prima di arrivare a Ushuaia, mi concedo una deviazione su una strada sterrata che porta al relitto della nave El Desdemona, nei pressi del Cabo San Paolo. Si tratta di un impressionante mercantile, costruito ad Amburgo e acquistato da una compagnia argentina negli anni Sessanta. Nel 1985 si arenò dove si trova tuttora e dove è possibile raggiungerlo con la bassa marea, proprio come ho fatto io. Approfitto per preparare un caffè con la moka vicino al relitto e ritagliarmi una pausa meditativa prima di ripartire per l’ultimo pezzo di strada che mi separa dalla “fine del mondo”.
Ushuaia: consigli di viaggio
Il tratto finale del viaggio verso Ushuaia, la città più meridionale del continente americano, è puro stupore: si costeggia il grande lago Fagnano, che giace suddiviso tra Cile e Argentina, e il lago Escondido, prima di passare il passo Garibaldi, da cui si scende fino a giungere a Ushuaia. L’arrivo a questa destinazione è sempre carico di emozioni, condivise dai viaggiatori che si scattano foto davanti all’emblematico Portal de Ushuaia, una delle mete alla quale ogni viaggiatore sogna di arrivare.
Per essere la città più a sud del mondo, Ushuaia è alquanto grande e conta circa cinquantaseimila abitanti; ci sono diverse università, un aeroporto e una ferrovia. Il centro è attraversato da un viale interamente rivolto a soddisfare le necessità dei turisti, con negozi di brand famosi, vari ristoranti e agenzie che organizzano escursioni di ogni tipo, anche in barca. Nei dintorni del viale San Martin, i prezzi sono alquanto gonfiati, per cui vi invito a esplorare altre zone della città se volete scoprire come vivono gli abitanti del posto. Vi consiglio di passare da Isla Vegana, un piccolo caffè alla fine del viale dello shopping dove potete trovare una vasta selezione di prodotti da forno, tra cui croissant per la colazione, oppure pizze, focacce e insalate, ma anche panini già confezionati in un foglio di carta, pronti per essere portati con voi per un pranzo al sacco. Il cappuccino si rivela una vera sorpresa, viene servito con una crema a base vegetale e sul fondo si trova del cioccolato!

Isla Vegana
Dal centro città proseguo a bordo del fedele Gilera addentrandomi nell’ultimo tratto di strada carrabile che porta alla Bahía Lapataia, dove termina la strada nazionale Numero Tre e di conseguenza non resta che tornare indietro. “The End is the Beginning”, cantava Billy Corgan e infatti il viaggio continua. Prima di terminare la mia avventura in Patagonia ci sono altre due destinazioni che mi sono prefissato di raggiungere.

Ritorno verso nord
Il ritorno verso nord è alquanto veloce: dormo un’altra volta al Motorcycle Fin del mundo, uno dei miei posti preferiti, e il giorno successivo arrivo a Rio Gallegos, dove passo la notte in un altro rifugio per biker molto spartano, la Motoposada Rio Gallegos. In pratica si tratta dell’abitazione di un appassionato di moto, che ha deciso di mettere un po’ di letti a disposizione dei viaggiatori al piano superiore di casa sua, mentre sotto si socializza e si fa festa. Insomma, non aspettatevi di trovare questa tipologia di posti nei portali di prenotazione per alloggi, ma dopotutto il piacere di viaggiare è anche quello di venire a contatto con le realtà locali.
La Pinguinera di Cabo Virgenes
Il motivo della sosta a Rio Gallegos è quello di visitare la Pinguinera di Cabo Virgenes. Centodieci chilometri di strada sterrata per raggiungere una riserva di pinguini, dove poter ammirare i piccoli pennuti nel loro habitat naturale. Cabo Virgenes è un posto magico, lontano da tutto e per questo terribilmente selvaggio. Non ci sono strutture turistiche, alberghi o stazioni di servizio, solo natura incontaminata e un’area dove sarete liberi di passeggiare in mezzo a una colonia di pinguini.

Pinguinera di Cabo Virgenes
El Chaltén: ultima meta
Trascorro la notte successiva a Esperanza, un piccolo centro che fa da crocevia nel cuore della Patagonia, e il giorno successivo metto ancora una volta alla prova il piccolo motore monocilindrico del Gilera, che si sforza lungo le strade infinite e con il vento contrario per raggiungere El Chaltén, un villaggio montano all’interno del Parco Nazionale Los Glaciares, giusto alla base delle montagne Cerro Torre, e il famosissimo monte Fitz Roy, noto anche come Cerro Chaltén, entrambi popolari per il trekking e le scalate. Il villaggio fornisce ristorazione e alloggio per gli appassionati di montagna e si trova abbastanza lontano dai normali flussi di comunicazione della regione; nonostante offra molti servizi e negozi di articoli sportivi, ha preservato quella dimensione intima dove un viaggiatore o un turista può sentirsi a proprio agio. Una delle maggiori attrazioni del parco è il monte Fitz Roy, la cui vetta è considerata fra le più spettacolari e inaccessibili del mondo e si può arrivare ad ammirarla seguendo i sentieri che partono dal paese.

Parco Nazionale Los Glaciares
Ritorno verso l’Europa
El Chaltén è l’ultima meta di questo viaggio. Ritorno a El Calafate per riconsegnare la moto, trascorrere l’ultimo giorno in Patagonia, riprendere un volo dall’aeroporto locale fino a Buenos Aires e poi tornare in Europa. Un viaggio che è un’avventura densa di esperienze, incontri, meraviglia e scoperta di posti sorprendenti, in primis alcuni parchi nazionali del Cile e dell’Argentina che meritano di essere preservati.
Tratto da FV magazine n.62
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