farvi immergere nello spirito della Slovenia, un luogo dove gli abitanti sono ancora molto legati alla propria comunità, alla natura, all’etica del lavoro”
di Ilaria Pompei
Priden
Se dovessi pensare a un modo conciso per trasmettere con efficacia un’idea della cultura slovena a chi, nonostante la prossimità con l’Italia, non la conosce per nulla, sceglierei senza esitazione alcuna l’aggettivo priden. La parola — che corrisponde all’italiano “diligente”, “volenteroso” — si presta infatti molto bene a descrivere la laboriosità e la perseveranza dei nostri vicini. Non lasciatevi però indurre in tentazione dai moderni risvolti di questi termini, che sui mezzi di comunicazione vengono di frequente declinati come derive della cosiddetta “sindrome da dipendenza dal lavoro” o, per usare un’espressione più comune al momento, “workaholism”. Priden, al contrario, viene usato anche (o forse soprattutto) come complimento, ad esempio per lodare l’ingegno e la creatività di una persona nel risolvere una situazione complessa, oppure — altro scenario — come apprezzamento di fronte a un abbondante banchetto, non tanto per sottolineare le doti culinarie di chi ha cucinato, ma per ringraziare del tempo dedicato alla preparazione delle portate.

Lo spirito della Slovenia
La breve introduzione, oltre all’aspetto aneddotico, vuole farvi immergere nello spirito della Slovenia, un luogo dove gli abitanti sono ancora molto legati alla propria comunità, alla natura, all’etica del lavoro (basti pensare che qui c’è uno dei “gender pay gap” più esigui al mondo e una delle quote migliori di donne occupate con figli, superando addirittura quella della Svezia).
Slovenia green

Lubiana ph credits: nina kurnik
Con ben quaranta parchi naturali e un gran numero di riserve, il verde arriva a occupare il 60% di questa piccola giovane nazione, vasta pressappoco quanto la Lombardia. La Slovenia ha inoltre introdotto in molte aree (urbane e non) estese misure per abbattere la produzione di rifiuti. Vagando per Lubiana, la sua capitale, potrete notare perfino nelle zone turistiche una raccolta differenziata capillare e molto intuitiva, anche per chi non è del luogo.
I nostri vicini sono poi noti per avere un’acqua limpida e cristallina, tanto da diventare motivo di vanto della comunità locale. L’importanza di questo bene pubblico viene evidenziata dalla presenza di fontane disseminate su tutto il territorio, grazie alle quali, se si è in giro, si può riempire la propria borraccia, evitando così l’acquisto di bottiglie usa e getta. Un’altra prova che l’acqua è un elemento fondamentale per la Slovenia è l’immensa quantità di SPA e impianti termali, a cui è possibile accedere per pochi euro.
Aspetto politico
Le politiche green della nazione sono state notate anche dai piani più alti delle amministrazioni europee, che hanno nominato nel 2016 Lubiana Capitale Verde della Comunità. Arrivando invece agli ultimi mesi, vale la pena accennare alla nascita del Consiglio Strategico per la Nutrizione, voluto a fine 2022 dal Presidente del Governo Robert Golob. Istituito con il compito di redigere linee guida aggiornate per l’alimentazione, basate sulle esigenze dei giorni nostri, l’organismo ha radunato tantissimi scienziati e medici a favore di politiche vegane.
Il passaporto vegano
Vi ho messo abbastanza voglia di scoprire la Slovenia? Quanto detto basta a convincervi che qui potrete conciliare attività prettamente turistiche con le esigenze di un’alimentazione vegetale?
Prima di partire, i più scrupolosi potrebbero trovare utile questa informazione. La Società Vegana nazionale ha agevolato la vita a chi transita per il Paese, creando il cosiddetto “passaporto vegano”. Per evitare problemi di comunicazione dovuti a possibili barriere linguistiche, infatti, l’organizzazione ha reso gratuitamente disponibile sul proprio sito un breve testo in inglese e sloveno, che spiega a eventuali ristoratori impreparati in cosa consiste la dieta vegetale. Credetemi, però, forse ce ne sarà bisogno solo in zone davvero remote.
Come arrivare
Andare in Slovenia dall’Italia, a dispetto della vicinanza, non è proprio agevole. Chi è del Nord-Est può contare su collegamenti abbastanza frequenti verso Lubiana (ad esempio, da Venezia), altrimenti ci sono voli stagionali che connettono alcune città italiane con Maribor e la capitale. Una valida alternativa è il viaggio in auto, per il quale però bisogna considerare l’acquisto di un bollino (altrimenti denominato “vignetta elettronica”), che consente di pagare il pedaggio in base al tipo di veicolo e al tempo che si desidera trascorrere nello Stato. L’unico sito ufficiale per munirsi della “vinjeta” è questo, consultabile anche in italiano.
L’automobile, mezzo scelto per la mia settimana slovena, si è dimostrata molto utile e ci ha dato l’opportunità di girare senza incorrere in problemi di traffico o di parcheggio durante il periodo di soggiorno (primavera).
Lubiana
Data la grandezza del Paese e dei suoi centri, è realistico — sia dal punto di vista temporale che economico — prendere in considerazione più di una meta, cosa che vi consiglio caldamente per poter assaporare al meglio l’atmosfera del posto.
Lubiana, che conta quasi 300.000 abitanti, si lascia attraversare in bicicletta (molto diffuse sono le postazioni dove noleggiarle a un prezzo esiguo) o, meglio ancora, a piedi.
Sviluppatasi principalmente nel Medioevo, la città mi ha offerto molte soddisfazioni da amante dell’architettura: la fortezza del XI secolo Ljubljanski grad merita una visita, non solo per la bellezza dell’opera, ma anche per la possibilità di godere di un panorama mozzafiato.

Fontana dei tre fiumi carniolani ph credits: nina kurnik
Raccomando, inoltre, di tenere gli occhi aperti per gustare le opere in stile barocco, la cui costruzione è stata ispirata dall’arte dei Paesi limitrofi. Molto suggestiva, a mio avviso, è la Fontana dei Tre Fiumi carniolani, realizzata a metà Settecento dall’italiano Francesco Robba, che prese Piazza Navona come riferimento per la realizzazione del suo capolavoro.
Se desiderate unire attività all’aria aperta con la lettura, vi incoraggio a scoprire il parco Tivoli, che coniuga aree di vegetazione lussureggiante con postazioni naturali per book-crossing.
Cibo vegan e piatti locali
Città molto giovane dal punto di vista demografico, Lubiana rivolge un’attenzione speciale verso chi segue un’alimentazione vegan. Qui mi sono sentita davvero al sicuro e, senza alcuna difficoltà, ho potuto provare le versioni plant based di specialità locali, come la potica, un rotolo dolce ripieno di crema di nocciole e uvetta, o i krofi, brioche ripiene di marmellata e cosparse di zucchero a velo. La pasticceria Sameja, nonostante usi prodotti di origine animale, dà un’abbondante offerta ai vegani.
Solo per puro caso e tanta fortuna, ho avuto l’opportunità di assistere all’appuntamento, ormai diventato istituzione, dell’Odprta kuhna, la cosiddetta “cucina aperta”, dove ogni venerdì per diversi mesi all’anno è possibile assaggiare le prelibatezze locali. Tra i trecento stand presenti e le aree comuni per consumare cibo e bevande, mi ha colpito non solo l’atmosfera conviviale, ma anche la presenza di tutti i gruppi di età e, come potrete immaginare, la forte presenza di alternative vegetali.
Maribor
Dopo aver soddisfatto occhi, palato e cuore, potreste dirigervi, come ha fatto la sottoscritta, a Maribor, capoluogo della Štajerska. La città è il secondo centro per importanza della Slovenia, sia per numero di abitanti che per attività culturali. Dopo solo qualche minuto nella piazza centrale (un ottimo punto per sedersi, osservare i maestosi edifici circostanti e sorseggiare caffè), noterete un fitto viavai di studenti e sentirete parlare parecchie lingue. Maribor è infatti un polo studentesco di prestigio e fama internazionale, ambitissimo per gli studenti di tutta Europa.
Non molto distante, il fiume Drava offre parecchie suggestive cornici storiche, come la sede della più antica vigna finora registrata. Piantata verso la fine del Medioevo, la vite è sopravvissuta all’invasione dei turchi e a numerosi incendi, tanto da diventare non solo uno dei simboli del Paese ma anche, più in generale, di resilienza. Maribor conquista soprattutto per la vastità di itinerari immersi nella natura, praticabili a piedi o con la bici elettrica. Dalla collina Piramida, completamente ricoperta di verde e vicina al Giardino Botanico, si può ad esempio ammirare la città nel suo insieme, per poi procedere verso Pohorje, il gruppo montuoso ricoperto dalla foresta vergine di Šumik.

Fiume Drava ph credits: tomo jesenicnik
Ptuj
Purtroppo, la mia vacanza nella regione è stata accompagnata dalla pioggia, cosa che però mi ha permesso di aguzzare l’ingegno e dare così spazio ad attività che non avrei subito preso in considerazione. A circa mezz’ora di auto da Maribor sorge Ptuj, una pittoresca cittadina già conosciuta ai romani per i suoi impianti termali. Proprio qui ci si può prendere una pausa benessere e scegliere di trascorrere qualche ora in una SPA. Anche se la clientela è prevalentemente di una certa età, soprattutto in alcuni stabilimenti dove ci sono convenzioni con l’assicurazione sanitaria locale, ho trovato un personale molto disponibile e preparato, con cui ho potuto interagire in inglese.
Štajerska
La Štajerska, pur essendo una piccola regione, ha davvero molte opzioni cruelty free in fatto di cibo. Da non perdere è il Loving Hut, costola del celebre hotel vegano in Austria. In questo piccolo bistrot ho voluto provare uno dei loro piatti forti: il famoso “vegbab”, nome che qui usano per riferirsi al kebab vegetale, fatto con il seitan. Per meno di dieci euro si può avere il menù completo, al quale è possibile abbinare uno dei tanti dessert del giorno che troverete nella vetrinetta.
Koroška
Spostandosi poco più a nord, quasi al confine con l’Austria, si arriva in Koroška, una zona dove i centri abitati non superano i 16.000 abitanti, lasciando quindi molto spazio alla natura. Ravne na Koroškem offre un piccolo ma interessante museo di storia regionale, la cui visita è accessibile anche a chi non parla sloveno. L’istituzione mostra al pubblico le peculiarità di un luogo dominato dalla cultura contadina e da quella industriale poi, evidenziando l’importanza del lavoro femminile. La regione è inoltre famosa per avere impianti sciistici di rilievo, come quelli delle Caravanche, una catena montuosa che attraversa più Paesi, dove è possibile fare diversi tipi di escursioni, includendo, se non si soffre di claustrofobia, anche grotte e miniere abbandonate di zinco e carbone, di cui è ricco il territorio.
Centri storici
Date le condizioni metereologiche per nulla stabili, ho voluto rimandare il trekking alle prossime visite, che di sicuro seguiranno, dando precedenza alle passeggiate nei piccoli centri storici dell’area, che è possibile intervallare da soste nei bar. Slovenj Gradec si è rivelata il luogo perfetto per assecondare il mio interesse, avendo avuto modo di ammirare un piccolo ma ricco centro storico, dove spicca l’antica chiesa di Sant’Elisabetta, costruita nel 1251. Ma a Slovenj Gradec si può trovare cibo vegan? La risposta, forse contro tutte le aspettative, è sì. Non parlo di stratagemmi con cui assemblare un pasto plant based nel minimarket della cittadina, ma di un posto completamente vegetale dove ci si può sedere e mangiare in un’atmosfera molto accogliente. Il nome di questo gioiellino è BeetBox, un ristorante/café gestito da una squadra tutta al femminile, che offre dalla colazione al pranzo. Con l’uso di ingredienti a chilometro zero, il menù varia di giorno in giorno e include anche opzioni senza glutine. Il tempo trascorso da Beet Box è stato così piacevole, tanto da far diventare la visita in questo ristorante il momento migliore della vacanza.

Maribor ph credits: nikola jurisic
Consigli
A prescindere dal tipo di soggiorno scelto, che sia in B&B, in hotel o ostello, e da come decidiate di nutrirvi, consiglio un giro per i supermercati sloveni, discount e non. Rimarrete sorpresi dalla vastità dei reparti per vegani e l’attenzione verso chi ha allergie alimentari. Io, ad esempio, ho spesso visto prodotti di noti marchi italiani che non sono (ancora?) presenti in Sud Italia, o, in aree semi desolate, scaffali pieni di tofu e seitan di diverso tipo. Che dire, di sicuro vale la pena ricordarsi di avere la Slovenia come “vicina di casa”.
Tratto da FV magazine n.65
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