Spegnere il fuoco
Otto semplici rimedi per ovviare a cibi e bevande che rendono la vita difficile al nostro stomaco
Un bruciore improvviso sotto lo sterno, come un fuoco che si accende e divampa. A volte dolore localizzato, digestione difficile, nausea, poca fame e un lieve malessere. L’infiammazione dello stomaco, o gastrite, può presentarsi sotto tante forme. Il problema di base è sempre lo stesso: l’alterazione del rivestimento interno di quest’organo. Si tratta cioè di uno squilibrio nello strato di muco, nel flusso ematico e nella produzione di enzimi, ormoni e prostaglandine da parte delle cellule gastriche, tutti elementi che proteggono la mucosa dall’erosione dell’acido cloridrico necessario alla digestione. Stress, infezioni, abuso di farmaci antinfiammatori, fumo, alcol, eccesso di zuccheri sono le cause principali dei disturbi. A cui si aggiunge il consumo degli alimenti irritanti e delle bevande eccitanti che tanto ci piacciono e a cui non sappiamo rinunciare. Ma se un caffè o un gelato al cioccolato scatenano acidità e reflusso, ci sono bevande, alimenti o condimenti che possono agire in senso contrario. Ecco un piccolo kit di emergenza.
Kuzu
È un amido che si estrae dalla parte radicale di una leguminosa rampicante di origini asiatiche, la Pueraria lobata. Si usa per preparare gelatine o per addensare vellutate, minestre, creme o dolci al cucchiaio. Ottimo anche se mescolato con la frutta cotta. È un toccasana per l’organismo: aiuta la digestione ma, al contempo, ha proprietà alcalinizzanti e lenitive sulla mucosa dell’apparato digerente. Si può assumere da solo come rimedio d’emergenza mettendone un cubetto o mezzo cucchiaino in una tazza e versandoci sopra acqua bollente. Oppure si può utilizzare in mix con la purea di umeboshi, frutti simili a prugne o albicocche coltivate in Cina e Giappone, massimizzandone l’effetto tampone.
Alga wakame
Il nome scientifico è Undaria pinnatifida ed è un’alga bruna di origine giapponese dalla consistenza gelatinosa. Si aggiunge a sughi, minestre o verdure e ha la capacità di ammorbidire le fibre dei cibi che accompagna in cottura. Ricca di calcio, vitamine del gruppo B e C, anche in piccole quantità riesce a diminuire l’acidità gastrica e a lenire le mucose irritate di stomaco ed esofago. È inoltre disintossicante e rigenerante per capelli, unghie e pelle.
Aloe
I mucopolisaccaridi, in questa pianta grassa, sono i componenti più interessanti perché, una volta nell’esofago e nello stomaco, formano un gel isolante capace di lenire, preservare e perfino cicatrizzare i tessuti. Tra i polisaccaridi presenti l’acemannano è oltretutto un potente antinfiammatorio. Per ottenere una vera e propria “pellicola protettiva”, l’aloe si assume sotto forma di succo al risveglio, un quarto d’ora prima dei pasti e prima di coricarsi.
Hericium e Reishi
Si tratta di funghi terapeutici utilizzati da millenni nella medicina tradizionale cinese e avvalorati da numerosi studi scientifici. Hericium erinaceus esercita una specifica azione di rigenerazione epiteliale e, anche in caso di forte infiammazione o gastrite atrofica, ossia quando la mucosa è danneggiata in profondità, ristabilisce la normale secrezione di muco affinché lo stomaco riesca a secernere acidi in sicurezza e digerire al meglio. Contrasta il tanto temuto Helicobacter pylori e lavora a livello intestinale rinnovando i tessuti e contrastando le disbiosi. Da non sottovalutare l’azione sinergica delle sue virtù ansiolitiche, antidepressive e rigenerative a livello neuronale. Reishi, detto anche “il fungo dell’immortalità”, tra i suoi molteplici ruoli terapeutici aiuta nella produzione di muco gastrico, sfiamma e blocca le scariche nervose psicosomatiche che interferiscono con la digestione. I funghi medicinali si assumono in polvere o in capsule, possibilmente con vitamina C per aumentarne l’assorbimento.
Crema di riso
Il riso integrale è una vera panacea perché contiene particolari composti come la tricina, capace di contrastare gli effetti di sostanze infiammatorie presenti anche in altri cibi. In caso di irritazioni dell’apparato digerente e stati infiammatori acuti, il dottor Franco Berrino, già direttore del Dipartimento di Medicina Predittiva e Preventiva dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, suggerisce di consumare solo riso integrale per alcuni giorni sotto forma di crema. In alternativa, sono d’aiuto anche avena, grano saraceno o miglio, il più alcalino tra i cereali, sempre cotti a lungo fino a diventare cremosi.
Miso
Ideale per le infiammazioni gastrointestinali, è un condimento tradizionale giapponese ottenuto dalla fermentazione della soia gialla cui sono spesso aggiunti orzo o riso. Da utilizzare al posto del classico dado, è una buona fonte di proteine, vitamine del gruppo B ed enzimi benefici per la flora batterica intestinale, da salvaguardare aggiungendo sempre il prodotto a cottura ultimata.
Camomilla & co.
Perché non alternare caffè, tè e guaranà con tisane emollienti e lenitive? Oltre alla classica camomilla, alla calendula e alla melissa, che placano dolore e spasmi migliorando la digestione e calmando anche la mente, ci sono piante mucillaginose come l’altea o la malva capaci di rivestire l’apparato digerente e difenderlo dagli attacchi acidi. La salvia e la liquirizia, poi, inibiscono il reflusso e l’angelica è digestiva e antifermentativa.
Banana
Piccoli snack a base di banana e mela, nel corso della giornata, possono tamponare bruciori e fastidi. La polpa carnosa della banana ben matura, in particolare, è in grado di sfiammare e favorire la cicatrizzazione delle ulcere stimolando la secrezione di nuovo muco. Gli enzimi di ananas e papaia, invece, prima dei pasti, favoriscono la scomposizione dei cibi.
di Rita Spàngaro
Articolo tratto da FV magazine 64
Spegnere il fuoco
Otto semplici rimedi per ovviare a cibi e bevande che rendono la vita difficile al nostro stomaco
Un bruciore improvviso sotto lo sterno, come un fuoco che si accende e divampa. A volte dolore localizzato, digestione difficile, nausea, poca fame e un lieve malessere. L’infiammazione dello stomaco, o gastrite, può presentarsi sotto tante forme. Il problema di base è sempre lo stesso: l’alterazione del rivestimento interno di quest’organo. Si tratta cioè di uno squilibrio nello strato di muco, nel flusso ematico e nella produzione di enzimi, ormoni e prostaglandine da parte delle cellule gastriche, tutti elementi che proteggono la mucosa dall’erosione dell’acido cloridrico necessario alla digestione. Stress, infezioni, abuso di farmaci antinfiammatori, fumo, alcol, eccesso di zuccheri sono le cause principali dei disturbi. A cui si aggiunge il consumo degli alimenti irritanti e delle bevande eccitanti che tanto ci piacciono e a cui non sappiamo rinunciare. Ma se un caffè o un gelato al cioccolato scatenano acidità e reflusso, ci sono bevande, alimenti o condimenti che possono agire in senso contrario. Ecco un piccolo kit di emergenza.
Kuzu
È un amido che si estrae dalla parte radicale di una leguminosa rampicante di origini asiatiche, la Pueraria lobata. Si usa per preparare gelatine o per addensare vellutate, minestre, creme o dolci al cucchiaio. Ottimo anche se mescolato con la frutta cotta. È un toccasana per l’organismo: aiuta la digestione ma, al contempo, ha proprietà alcalinizzanti e lenitive sulla mucosa dell’apparato digerente. Si può assumere da solo come rimedio d’emergenza mettendone un cubetto o mezzo cucchiaino in una tazza e versandoci sopra acqua bollente. Oppure si può utilizzare in mix con la purea di umeboshi, frutti simili a prugne o albicocche coltivate in Cina e Giappone, massimizzandone l’effetto tampone.
Alga wakame
Il nome scientifico è Undaria pinnatifida ed è un’alga bruna di origine giapponese dalla consistenza gelatinosa. Si aggiunge a sughi, minestre o verdure e ha la capacità di ammorbidire le fibre dei cibi che accompagna in cottura. Ricca di calcio, vitamine del gruppo B e C, anche in piccole quantità riesce a diminuire l’acidità gastrica e a lenire le mucose irritate di stomaco ed esofago. È inoltre disintossicante e rigenerante per capelli, unghie e pelle.
Aloe
I mucopolisaccaridi, in questa pianta grassa, sono i componenti più interessanti perché, una volta nell’esofago e nello stomaco, formano un gel isolante capace di lenire, preservare e perfino cicatrizzare i tessuti. Tra i polisaccaridi presenti l’acemannano è oltretutto un potente antinfiammatorio. Per ottenere una vera e propria “pellicola protettiva”, l’aloe si assume sotto forma di succo al risveglio, un quarto d’ora prima dei pasti e prima di coricarsi.
Hericium e Reishi
Si tratta di funghi terapeutici utilizzati da millenni nella medicina tradizionale cinese e avvalorati da numerosi studi scientifici. Hericium erinaceus esercita una specifica azione di rigenerazione epiteliale e, anche in caso di forte infiammazione o gastrite atrofica, ossia quando la mucosa è danneggiata in profondità, ristabilisce la normale secrezione di muco affinché lo stomaco riesca a secernere acidi in sicurezza e digerire al meglio. Contrasta il tanto temuto Helicobacter pylori e lavora a livello intestinale rinnovando i tessuti e contrastando le disbiosi. Da non sottovalutare l’azione sinergica delle sue virtù ansiolitiche, antidepressive e rigenerative a livello neuronale. Reishi, detto anche “il fungo dell’immortalità”, tra i suoi molteplici ruoli terapeutici aiuta nella produzione di muco gastrico, sfiamma e blocca le scariche nervose psicosomatiche che interferiscono con la digestione. I funghi medicinali si assumono in polvere o in capsule, possibilmente con vitamina C per aumentarne l’assorbimento.
Crema di riso
Il riso integrale è una vera panacea perché contiene particolari composti come la tricina, capace di contrastare gli effetti di sostanze infiammatorie presenti anche in altri cibi. In caso di irritazioni dell’apparato digerente e stati infiammatori acuti, il dottor Franco Berrino, già direttore del Dipartimento di Medicina Predittiva e Preventiva dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, suggerisce di consumare solo riso integrale per alcuni giorni sotto forma di crema. In alternativa, sono d’aiuto anche avena, grano saraceno o miglio, il più alcalino tra i cereali, sempre cotti a lungo fino a diventare cremosi.
Miso
Ideale per le infiammazioni gastrointestinali, è un condimento tradizionale giapponese ottenuto dalla fermentazione della soia gialla cui sono spesso aggiunti orzo o riso. Da utilizzare al posto del classico dado, è una buona fonte di proteine, vitamine del gruppo B ed enzimi benefici per la flora batterica intestinale, da salvaguardare aggiungendo sempre il prodotto a cottura ultimata.
Camomilla & co.
Perché non alternare caffè, tè e guaranà con tisane emollienti e lenitive? Oltre alla classica camomilla, alla calendula e alla melissa, che placano dolore e spasmi migliorando la digestione e calmando anche la mente, ci sono piante mucillaginose come l’altea o la malva capaci di rivestire l’apparato digerente e difenderlo dagli attacchi acidi. La salvia e la liquirizia, poi, inibiscono il reflusso e l’angelica è digestiva e antifermentativa.
Banana
Piccoli snack a base di banana e mela, nel corso della giornata, possono tamponare bruciori e fastidi. La polpa carnosa della banana ben matura, in particolare, è in grado di sfiammare e favorire la cicatrizzazione delle ulcere stimolando la secrezione di nuovo muco. Gli enzimi di ananas e papaia, invece, prima dei pasti, favoriscono la scomposizione dei cibi.
di Rita Spàngaro
Articolo tratto da FV magazine 64
CREMA DI RISO *
- 1 tazza di riso integrale
- 7 tazze d’acqua
- un pizzico di sale marino integrale
Tostate il riso facendolo dorare, trasferitelo in una pentola a pressione, aggiungete l’acqua, il sale e portatelo a pressione. Cuocete per 2 ore a fuoco basso mettendo una piastra rompi-fiamma sotto la pentola. Se utilizzate una pentola normale, prevedete 12 tazze d’acqua e 3 ore di cottura. Dopo aver fatto freddare un po’ il riso, riducetelo in crema con un passaverdure. Se più gradito, togliete parte delle fibre con un setaccio. Condite con semi di zucca o di girasole tritati e olio extravergine di oliva. Per una versione rapida della ricetta, partite da una tazza di farina di riso integrale macinata di fresco, da tostare e poi stemperare in 5 tazze d’acqua bollente per circa 20 minuti.
* ricetta consigliata dal Dipartimento di Medicina Predittiva e Preventiva dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano
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